Elena Leoni vince il titolo mondiale con Alessandro Spigai
Nel settembre 2015 è diventata campionessa del mondo di pattinaggio artistico in Colombia, ai Campionati di Cali. Ma Elena Leoni un Mondiale lo vive ogni giorno. Lo fa capire a microfoni spenti come davanti alle telecamere.
Il quotidiano e appagante lavoro nella cooperativa sociale Il Bettolino, a Reggiolo in provincia di Reggio Emilia, al fianco di ragazzi disabili, emana un valore inestimabile. Con i picchi più alti che la vita sappia esprimere. E anche la pratica sportiva e il suo amore per il pattinaggio su rotelle, naturalmente, ne può beneficiare.
Un esempio nella vita per chiunque sogni di iniziare a praticare lo sport, visto per una volta come pura occasione di crescita.
Un anno fa, a due passi dal Po, alla riapertura di uno dei
tanti caseifici lesionati dal terremoto che nel 2012 mise in ginocchio la Bassa
mantovana, un casaro avvicinò il cronista e indicò il ragazzo incaricato di
tagliare, con l’arte antica, la prima forma di Parmigiano della nuova vita
della cooperativa sociale. “E’ il nostro Messi”, mi dissero. Un ragazzo indiano
di trent’anni, considerato dai maestri casari mantovani il migliore del suo
tempo. Ora il Messi indiano e i suoi fratelli vengono omaggiati, nella propria
lingua sportiva, dall’agricoltura mantovana. La Fiera Millenaria 2015 mette in
calendario il trofeo di kabaddi, sport di contatto asiatico. Ecco il derby
India-Pakistan a Gonzaga, celebrando il fondamentale contributo delle due etnie
all’agricoltura mantovana.All’interno della Millenaria di Gonzaga, uno dei principali
appuntamenti fieristici dell’agricoltura del Belpaese, il primo storico derby
India-Pakistan in terra italiana. Immaginate una fusione tra i principi del rugby
e quelli della lotta a mani nude. Traslata di decine di migliaia di chilometri.
Ne esce il kabaddi, sport di contatto che impazza nel continente indiano, già
protagonista ai Giochi asiatici. I princìpi che diedero genesi al kabaddi germogliarono
sia nel Tamil Nadu, stato indiano del Sud, che nel Punjab, macroregione
asiatica divisa tra India e Pakistan. Ad inizio settembre il primo trofeo Fiera Millenaria
ha messo di fronte rappresentative di India e Pakistan. E’ il premio, il
riconoscimento sportivo e ancor prima culturale del contributo imprescindibile delle
immigrazioni indiane e pakistane nella Bassa Padana, etnie che da decenni
ricoprono figure chiave nella gestione delle stalle mantovane, e dunque
nell’agricoltura mantovana. Nella Bassa mantovana gli indiani sono presenza
costante da oltre un decennio. L’osservatorio Provinciale dell'Immigrazione
registrava un anno fa la presenza indiana al 33 percento nel piano di zona di
Suzzara tra gli immigrati (seguita tra le altre etnie dal Bangladesh all'11,4
percento e il Pakistan al 10) e al 29 percento nel distretto di Viadana
(Pakistan al 3%). Due tempi da venti minuti, 12 giocatori per squadra a
combattere per guadagnare più punti, per celebrare l’integrazione attraverso lo
sport.
Recentemente ho partecipato ad una bella cena, che non avrebbe conosciuto esistenza, forma e partecipanti senza un libro. Un saggio, per la precisione. La saggistica da sempre racconta e analizza tracciati e percorsi, ma talvolta può anche crearne di nuovi, specie se affonda le mani nella più profonda contemporaneità. Quando al racconto riescono ad affiancarsi la partecipazione attiva e la condivisione delle storie e delle vicende narrate, significa aver centrato un obiettivo probabilmente più rilevante di quello, iniziale, letterario.
Non semplice ordine ed elencazione della creatività, ma lo strumento per avvicinare stelle tra sé distanti e avvicinarne i lontani singoli percorsi. Mantova Beat&Bit di Fabio Veneri (a margine trovate il servizio realizzato nei mesi scorsi di presentazione dell'opera per Telemantova) ha centrato in pieno l'obiettivo descritto. Da saggio, il libro diventa strumento. Le presentazioni, solitamente mere vetrine, trasformate in punti di partenza su nuovi affacci altrimenti non percorribili. Ecco dunque prendere forma una cena altrimenti impensabile, testimonianza di quanto possa creare un saggio sulla creatività. Senza non ci sarebbero state posate, primi, secondi, caffè e amari.
Le parole di Marco Sguaitzer hanno fatto il giro del mondo. In faccia alla Sla, che lo costringe all'immobilità. La straordinaria forza dell'ex calciatore di Mantova e Suzzara è la rigenerante benzina che sta caratterizzando una condivisione spontanea e allargata in Rete. Sull'edizione nazionale della Gazzetta dello Sport curo un pezzo sul successo e la condivisione del libro di Marco "Senza limite alcuno", pubblicato dalla casa editrice Sometti. Facebook il mezzo utile alla causa, gli amici di una vita a postare le foto del suo libro dai cinque continenti. Con l’intensità del messaggio ha smosso l’anima di una città intera, smuovendola dall'intorpidimento, come trascinandola fuori dalle proverbiali nebbie. Le parole di Marco sono profonde, ne avevo giù parlato qui analizzando la forza del suo "grazie". Nel suo blog di recente scrive: “Giunto al bivio vita/termine – scrive Marco – decisi di continuare nella impari lotta”. La sua lotta ora ha toccato i cinque continenti, in faccia alla Sla.
Il libro di Marco Sguaitzer a Bangalore, in India.
Il pezzo su Marco Sguaitzer, sull'edizione nazionale della Gazzetta.
Iveco Suzzara. La particolarissima storia della squadra di calcio mantovana di Seconda categoria nata in fabbrica nel 2011. Nello stabilimento della Iveco, che ora è scelto da Fiat come unico centro di produzione europea del furgone Daily.
E' una storia di calcio, orgoglio, identità e lavoro. Con un richiamo all'affascinante vicenda della Torpedo Mosca nell'Unione Sovietica. Come l'Iveco: la squadra della fabbrica.
Tutte le glorie dell'ac Mantova in campo
con Marco Sguaitzer.
"Grazie. E' una parola che uso spesso ultimamente. Grazie a chiunque creda nella lotta contro questa maledetta malattia. Grazie a tutti coloro mi hanno regalato un sogno, stasera. E grazie alla Te, che non chiamo curva. Sarebbe riduttivo". Le parole sono di Marco Sguaitzer, ex calciatore di Mantova e Suzzara negli anni Novanta, colpito dalla Sla dal 2008. Usa le gentilezza contro la stronza. Si commuove nel sentire pronunciate le parole da lui scritte. E' l'esempio, nella difficoltà. Il bagno di condivisione della serata della SLa partita del 25 maggio al Danilo Martelli un punto di ripartenza.
La copertina del libro
Quel "grazie" è il riassunto più efficace di un animo, inarginabile, che sa trascinare e ribalta visuali e preconcetti. Sguaitzer nei mesi scorsi ha dato alle stampe un libro intenso (Senza limite alcuno, casa editrice Sometti), intriso di contrastanti sensazioni e inestinguibile passione, attraverso il quale abbaglia con il suo amore per la vita.
Antonella Costa. Teatro e vita, inscindibili in Oniria. Due volte l'Oceano, come Quirino Cristiani, per la giovane attrice. Nata in Italia, figlia di due esuli (il padre cileno, la madre argentina) vissuta a Mantova in tenera età, poi cresciuta in Argentina.
La letteratura e il teatro raccontano spesso il disagio interiore. Legami, amori, dolori, lacerazioni e passione. L'avvicinamento allo spettacolo teatrale "Oniria" ne è un profondo esempio. Una Oniria era quella portata in giro per i teatri italiani dal padre Martin Andrade. Gli occhi di Antonella la videro da piccola. L'altra Oniria è quella di oggi. Nata dall'impressione indelebile lasciata sulle retine di una bambina, che ammirava l'amato padre. Amore e lacerazione insanabile, dopo il forzato distacco. E l'omaggio nel nome vincola due vite, o forse una.
Da Youtube il servizio realizzato per Telemantova.